Comunicati stampa

POTENZA: BASILICATA ATTRATTORE CICLOTURISMO

Secondo l’associazione FIAB Potenza ciclOstile è possibile, la ricetta è: pochi soldi, idee chiare, tanta volontà!   

 

Il tema caldo di questi giorni sulla chiusura al transito per cicli e motocicli su molte strade della Provincia di Potenza serve in realtà a sollevare nuovamente il più ampio dibattito sulla vocazione delle “S.P.” lucane costituita da 205 strade per uno sviluppo complessivo, compresi i rami, di Km 2.583,700. (fonte provincia).

La costruzione delle più recenti bretelle a scorrimento veloce – che in diversi casi sono state realizzate ignorando le vecchie tracce, violandole brutalmente e rendendole inservibili perché sezionate in più punti (vedi S.P. 3 e S.S. 93) – ha attirato gran parte del traffico automobilistico soppiantando così le “vecchie” strade provinciali, ricche di valore storico-paesaggistico, e declassificandole a strade tortuose e scomode, quelle che fanno venire il mal d’auto.

 

In realtà riscoprire il valore di quelle strade attraversandole in sella a una bicicletta ha un sapore tutto diverso: è una delle esperienze più autentiche che il nostro territorio può regalare, stimola i sensi e fa percepire la vera essenza di un luogo, solo allora si può dire di averlo visitato. La Basilicata poi, ha un fascino ineguagliabile, è già una ciclovia naturale.

 

Ci troviamo quindi di fronte a una rete di circa 2,600 km di strade provinciali che si aggiungono alle tante possibili varianti composte da statali, comunali, interpoderali, mulattiere, sentieri, insomma ce n’è per tutti i gusti: cicloturismo, mountain bike, bici da corsa…

L’ente Provincia di Potenza ha dimostrato in più occasioni il suo totale disinteresse verso un tema così importante ed attuale come il cicloturismo, prima rischiando di far scadere i termini di inizio lavori di un’opera di importanza strategica come la ciclabile Potenza-Pantano (peraltro già finanziata) adducendo problemi poi rivelatisi assolutamente superabili, ora con questa assurda iniziativa dei divieti. L’Associazione ciclOstile Potenza, in pieno stile FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), offre il proprio supporto a enti come la Provincia in evidente difficoltà, e suggerire soluzioni intelligenti per avviare una proficua collaborazione che abbia come obiettivo la crescita dell’ intero territorio.

Il documento redatto nel 2016 da FIAB Potenza ciclOstile in collaborazione con FIAB Matera (presentato, accolto e inserito nel Piano Regionale dei Trasporti del 2016), contiene già molti degli ingredienti necessari per trasformare la Basilicata in una Regione ciclabile. Parte da una idea apparentemente utopica, ma fondamentalmente molto semplice: gli obiettivi migliori si raggiungono solo con una chiara visione e un’attenta programmazione a lungo termine, insomma non ci si può improvvisare, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

La proposta ha come obiettivo finale la creazione di una rete di ciclovie diffusa sul territorio regionale che faccia anche da collegamento con le regioni limitrofe. Il sistema di ciclovie richiede interventi a basso costo poiché utilizza le tante strade già esistenti (provinciali, statali a basso traffico, interpoderali) con un tasso di traffico automobilistico molto basso e che nella maggior parte dei casi necessitano solo di opportuna segnaletica verticale supportata da adeguata diffusione e comunicazione mediatica.

Auspicabile sarebbe anche la riconversione delle tante tratte ferroviarie dismesse in piste ciclopedonali, seguendo i virtuosi e riusciti esempi ormai diffusi in tutta Europa. La riconversione dei principali tratti ferroviari dismessi è alla base di una proposta “figlia” di ciclOstile, che darebbe vita alla realizzazione del più spettacolare degli itinerari cicloturistici: LA CICLOVIA DELLE 3 FERROVIE. Ma di questo argomento verrà approfondito in altra sede.

Bisogna quindi osservare le migliori pratiche europee, copiarle e incollarle adattandole al territorio attraverso la collaborazione delle più disparate competenze in merito (tecnici, associazioni, operatori del settore ecc.), in sostanza guardare alla Basilicata come possibile attrattore internazionale per il cicloturismo ponendosi come prima regione meridionale a raggiungere questo traguardo. Senza la necessità di “spese folli” ma attraverso una serie di semplici misure pratiche e intelligenti

 

 

 

 

 

In passato, anche in quello più recente, enti locali come Regione e APT hanno realizzato e pubblicato diverso materiale relativo al cicloturismo in Basilicata ma a nostro avviso mai in modo efficace e funzionale, probabilmente a causa di diversi fattori come:

  • l’assenza di una visione di insieme del territorio;

  • mancanza di progettualità pregressa;

  • mancanza di conoscenza sul tema cicloturismo e su quelli che sono i bisogni del cicloturista;

  • mancanza di corrispettiva segnaletica sul territorio relativa al materiale pubblicato.

Tutti questi “errori” sono a loro volta figli del mancato coinvolgimento di tutte quelle realtà e competenze che in qualche modo già operano nel settore bici e non solo, a livello territoriale (associazioni, rivenditori, operatori turistici ecc.) e soprattutto dall’assenza di supporto da parte di un sodalizio come la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta)

La FIAB non perché è la più bella, ma perché è una federazione nazionale che opera da 30 anni e, oltre ad occuparsi di temi quali mobilità urbana in bicicletta e cicloturismo, supporta e offre formazione alle associazioni locali (come la nostra) che in molti casi diventano a loro volta vere e proprie miniere dalle quali le amministrazioni possono attingere gratuitamente suggerimenti, soluzioni e competenze.

Noi di FIAB Potenza ciclOstile da 5 anni offriamo le nostre competenze invitando le amministrazioni “sfruttarci”. In realtà sono pochi quelli che lo hanno fatto. Diciamocelo chiaramente, a parte rari casi i nostri interlocutori “istituzionali” sono tutti un po’ presuntuosi, ognuno di loro “già sa” o “ha già fatto qualcosa per le biciclette” senza capire che la collaborazione è un punto di forza indiscutibile per il raggiungimento di obiettivi importanti.

Io non sono un ingegnere e tantomeno un geologo, non so come costruire una strada o come impedire una frana ma conosco le esigenze di un cicloturista, tutte le criticità che può incontrare durante un viaggio, quelle che possono essere le sue priorità, quindi io, l’ingegnere e il geologo avremo bisogno gli uni degli altri per il raggiungimento di soluzioni efficaci. La collaborazione non è altro che l’unione di tutte le possibili competenze con l’obiettivo di offrire il miglior prodotto, il più completo possibile, nel miglior modo possibile (la fruizione del nostro territorio), e venderlo.

La prima domanda da porsi è: “esistono decisori, funzionari o politici che credono davvero nella bicicletta come mezzo per rilanciare l’intera economia del nostro territorio?” La risposta è “no”, fino ad oggi nessuno. Nella cultura meridionale la bicicletta è da sempre vista come un gioco, un passatempo per i ragazzi, oppure come un mezzo prettamente sportivo. In tutti e due i casi un mezzo da usare la domenica. E’ evidente che quei “barbari” dei popoli nord-europei non la pensano affatto come noi. Difatti in Europa la bici è al centro dell’economia, si legifera contro le auto e a favore delle bici e tutto funziona, la moneta gira, la qualità della vita è migliore. Per noi sarebbe un’assurdità, il primo politico che dovesse prendere un provvedimento contro le auto verrebbe messo alla gogna il giorno dopo. Aumentare il prezzo dei parcheggi nei centri storici, istituire ZTL… sono certo che tra i lettori di questo articolo c’è già qualcuno che sta storcendo il naso. Però poi quando andiamo in Trentino o in Olanda ci piace tanto. Siamo un popolo strano!

Mentre la Provincia di Potenza in queste ore continua a commettere scempiaggini e a sperperare il poco denaro pubblico a disposizione, il nuovo governo regionale parla di cambiamenti radicali rispetto al passato. Mi chiedo cosa intendano per cambiamenti; magari guardare all’Europa e copiarne le buone pratiche? Chissà, staremo a vedere…intanto noi non restiamo fermi e continuiamo con il nostro lavoro.